Giornate FAI di Primavera

Puntuale come ogni anno, il terzo fine settimana di Marzo porta con se un appuntamento fisso:  le giornate FAI di primavera .

Nato grazie ad un’idea di Elena Croce, il Fondo Ambiente Italiano vide la luce con il suo atto costitutivo firmato da Giulia Maria Mozzoni Crespi il 28 Aprile 1975, come risposta al britannico National Trust for Places of Historic Interest or Natural Beauty.

Il 1993 è l’anno in cui partirono le giornate di primavera e ad oggi possiamo contare la venticinquesima edizione e un numero complessivo di dieci milioni circa di visitatori. Due intere giornate, tra sabato e domenica, dedicate alla scoperta dei tesori, nascosti e non, presenti su tutto il territorio nazionale.

Come ogni anno, le proposte erano molto numerose, ma abbiamo scelto  tra due mondi particolari e completamente opposti tra loro.

Nella giornata di sabato la scelta è ricaduta sull’Ippodromo Snai San Siro di Milano.

Unico nel suo genere e prossimo al secolo di storia, l’Ippodromo di San Siro è uno dei più prestigiosi palcoscenici ippici a livello internazionale, dichiarato “monumento di interesse nazionale” nel 2004.

L’ingresso dell’edificio è dominato dal Cavallo di Leonardo, versione contemporanea del monumento a Francesco Sforza, commissionato da Ludovico il Moro a Leonardo da Vinci. Interamente in bronzo, è tra le statue equestri più grandi al mondo alta circa 7,5 metri con un peso di 7 tonnellate, venne realizzata dalla scultrice Nina Akamu.

Alle spalle dell’imponente scultura si apre il sipario su un luogo molto suggestivo nel suo aspetto e allo stesso tempo fatto di rituali molto controversi, un tempo riservato esclusivamente ad un pubblico facoltoso ed elitario.

A part of the racetrack of the San Siro Racecourse, and in the background the skyline of MilanParte della pista dell’ippodromo con lo skyline di Milano alle spalle

Realizzato dall’architetto Paolo Vietti Violi, Il complesso, interamente realizzato in stile Liberty, si estende per una superficie complessiva di circa 610.000 metri quadri ed ospita al suo interno un prezioso parco botanico che conta 72 specie differenti di alberi e un laghetto, posto al centro della pista da galoppo.

Horse Race in the San Siro RacecourseCorsa di cavalli all’ippodromo di San Siro

La Palazzina del Peso, punto focale ed esclusivo dell’impianto sportivo, è così denominata per l’attività di pesatura che interessa il fantino, la sua sella e i finimenti, prima e dopo ogni corsa. Allevatori, proprietari, allenatori, fantini, gentlemen riders, membri di giuria e commissari si ritrovano all’interno di questa struttura prima di recarsi all’insellaggio, al tondino, in pista e sulle tribune.

Una mezcla di persone molto diverse tra di loro per provenienza sociale, abitudini e interessi che si ritrova qui in un’insolita intimità, impercepibile dall’esterno e inafferrabile se non si partecipa a propria volta a questo rituale.

La scelta domenicale è ricaduta invece su un paese nella provincia di Varese, Varano Borghi.

Un’intera giornata alla scoperta di Varano e della famiglia Borghi, che come riconoscimento per il suo importante contributo per lo sviluppo di quella comunità, ha avuto nel 1906  il privilegio di vedere il proprio cognome inserito nel nome del paese, proprio come lo conosciamo oggi “Varano Borghi”.

Front view of the building once called “Cotonificio Pasquale e F.lli Borghi”Vista frontale di parte dell’ex “Cotonificio Pasquale e F.lli Borghi”

La storia di questa famiglia legata alla fortuna che ebbero nella filatura, risale alla seconda metà del 700 con Fedele Borghi. Ma fu suo figlio Pasquale, ad impiantare a Varano nel 1819, un filatoio meccanico ad acqua per la filatura del cotone in un vecchio mulino sul canale Brabbia.

La dinastia dei Borghi nel giro di pochi anni procurò allo stabilimento, la cui ragione sociale divenne “Cotonificio Pasquale e F.lli Borghi”, fama internazionale affermando un organizzazione industriale sempre più potente .

View of a part of the “Cotonificio Pasquale e F.lli Borghi”Panoramica di parte dell’ex “Cotonificio Pasquale e F.lli  Borghi”

Fama internazionale che si affinò e divenne più netta dopo il 1849, a causa dell’esilio di Luigi Borghi, ardente patriota che partecipò alle “Cinque giornate di Milano”, in Gran Bretagna. Fu questa l’occasione di approfondire la conoscenza dell’industria tessile inglese.

All’esposizione di Londra, Luigi, acquistò una motrice a vapore di marca belga che fece istallare nello stabilimento dal 1851, in modo da sostituire l’energia idraulica con la più potente a vapore, generando così un aumento considerevole della produzione, che si ampliò anche grazie all’utilizzo di un gasometro per l’illuminazione che permise l’introduzione del lavoro notturno.

Inner part of one of the wards of “Cotonificio Pasquale e F.lli Borghi”Interno di uno dei reparti dell’ex “Cotonificio Pasquale e F.lli Borghi”

L’impegno di questa famiglia, nel corso della sua storia gloriosa, non si limitò solo al miglioramento tecnico e meccanico dell’opificio, ma anche della vita sociale dei propri lavoratori e delle loro famiglie. Varano Borghi rappresentò – insieme al villaggio Crespi – un esempio di quei pochi centri in Italia, che associarono all’industria il paese operaio sul modello delle company towns londinesi.

Typical workers_ dwellings of Varano Borghi during our visitTipiche abitazioni operaie di Varano Borghi durante la visita guidata

L’azienda rimase nelle mani della famiglia Borghi fino al 1913, anno in cui fu ceduta a causa della pesante crisi ad un gruppo francese.

Fortunatamente, i Borghi hanno lasciato le loro tracce in ogni angolo di Varano e i suoi abitanti, nel corso di tre secoli li hanno riconosciuti come veri e propri “benefattori”.

Senza l’intervento del FAI, invece, non avremmo potuto scoprire la millenaria storia del monastero dalle mille anime, a Gornate Olona (VA). Si tratta del Monastero di Torba, uno dei primi beni ad essere acquisito nel 1977. Da non farsi sfuggire, quindi, una visita a quello che è stato il centro nevralgico di tutto il territorio del Seprio, accompagnati dalle voci fresche degli studenti-volontari durante le Giornate FAI di Primavera.

Qui trovate il racconto radiofonico a cura di Sara Fumagalli:

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