Le emozioni della Milano Marathon

Testo di Sara Fumagalli. Foto di Paolo Mansolillo.

Ventimila partecipanti, quasi settemila maratoneti iscritti, oltre tremila squadre registrate alla Europ Assistance Relay Marathon, staffetta benefica a favore delle oltre cento Onlus tra cui scegliere di destinare la quota di iscrizione e oltre diecimila piccoli runner che hanno corso la quarta edizione della Bridge School Marathon che si è tenuta sabato, 7 aprile 2018, all’interno del Marathon Village  presso CityLife. Questi i numeri della XVIII edizione di EA7 Emporio Armani Milano Marathon che si è corsa domenica scorsa, 8 aprile 2018, per le vie di Milano. Un successo di partecipazione che ha portato all’oro, nella maratona agonistica, l’etiope Tura Seifu Abdiwak, che ha tagliato il traguardo in 2 ore e 9 minuti, e la keniota Lucy Kabuu Wangui con un tempo di 2 ore e 27 minuti.

Maratoneti professionisti prossimi al punto di ristoroMaratoneti professionisti prossimi al punto di ristoro

Ristoro al volo dei professionistiRistoro al volo dei professionisti

Arrivo delle maratonete professioniste donne al punto di ristoroArrivo delle maratonete professioniste donne al punto di ristoro

Ma la maratona non è solo agonistica. C’è anche la categoria dei non professionisti, quelli che la corrono per vincere una sfida con sé stessi, le associazioni che partecipano per portare fondi e visibilità alle persone meno fortunate di noi ed è lì che inizia il tripudio di colori e di divertimento. Parrucche e travestimenti carnevaleschi possono comparire tra i runner e anche tra chi decide di vivere la maratona camminando e assaporando in modalità “slow” l’atmosfera.

Giovane motivatore carica e incoraggia i corridoriGiovane motivatore carica e incoraggia i corridori

Altro giovane motivatore saluta e incoraggia un corridoreAltro giovane motivatore saluta e incoraggia un corridore

Tra i non professionisti, chi decide di provarci seriamente, correndo e mettendo nei piedi tutta l’energia possibile può contare sui sostenitori e i motivatori disseminati lungo tutti i 42 chilometri del percorso, sono loro che fanno la differenza e che danno quella motivazione decisiva a tagliare il traguardo entro le 5 ore e 45 minuti di tempo massimo per concludere la maratona e ricevere la medaglia di riconoscimento. Anche per loro, così come per i professionisti, sono previsti dei punti di ristoro: delle enormi tavolate piene di bevande energetiche, frutta e snack per rifocillarsi in cui i partecipanti devono servirsi da soli, arraffando quello che trovano o puntando da lontano la “preda”. Nulla di simile attende, invece, i professionisti, che possono contare sulla loro borraccia nominativa al volo, il loro “banchetto” è sicuramente più ordinato, ma di certo non possono permettersi il lusso di fermarsi come a volte capita ai non professionisti, che possono anche esagerare nei “rifornimenti”.

Punto di ristoro dei maratoneti non professionistiPunto di ristoro dei maratoneti non professionisti

Due modi di vivere la maratona, quello competitivo e non, che solo in queste occasioni è possibile vedere insieme in un sol giorno. E’ una vera e propria festa e così viene vissuta dai milanesi che plaudono sempre alla perfetta organizzazione di un evento di tal portata in pieno centro città.

Quest’anno, la storia che più mi ha colpito è sicuramente quella del papà Luca che ha corso la maratona con sua figlia piccola, Stella, in 3 ore e 24 minuti. E’ stato l’unico finisher con passeggino al seguito a una maratona italiana. Luca ha iniziato gli allenamenti a gennaio 2018 ed è rimasto incredulo del risultato fino alla fine: Stella avrebbe potuto piangere in qualsiasi momento, costringendolo a fermarsi e abbandonare la gara, i crampi – che sono sopraggiunti comunque – avrebbero potuto metterlo a dura prova, eppure ce l’hanno fatta insieme. Ogni 5 chilometri erano presenti parenti e amici pronti ad intervenire e prendere la bimba in caso di bisogno, ma ciò non è avvenuto, Luca si è fermato a dare il ciuccio alla bimba che tra una dormita e una risata è arrivata al traguardo insieme al suo papà. Alla faccia di chi dice che diventare genitori sia un limite.

Ma in fondo, sono convinta, lo sport è per tutti e di tutti.

Alla prossima maratona!

Gruppo di corridori al trentesimo chilometroGruppo di corridori al trentesimo chilometro

Qui potete ascoltare il mio intervento sulla Milano Marathon 2018 e quello del fotoreporter Paolo Mansolillo alla puntata di Terzo Tempo su Radio ClusterFM del 9 Aprile 2018.

 

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