Venezia tra calli e rii

Ciò che contraddistingue un luogo speciale da uno normale e ne amplia il fascino e il mistero, sono i miti e le leggende che gli girano attorno. Una città incantevole come Venezia non poteva non avere la sua storia.

Secondo la leggenda, nel X secolo, Venezia era un luogo deserto, disabitato e paludoso. Al tempo dell’invasione di Attila, quando il re unno devastò la terraferma veneta distruggendo Aquileia, coloro che oggi si chiamano veneziani fuggirono nelle isole per trovare sicurezza e mettere fine alle loro paure.

Sulle origini bizantine di Venezia, invece, non c’è dubbio. Questa è composta da un insieme di 124 isole che sono state popolate a partire dal VII secolo d.C.

Situata fra la terraferma e il mare aperto, lungo le coste centro-settentrionali e meridionali del Veneto, Venezia si trova in mezzo ad una laguna: un bacino di acque basse separate dal mare da sottili strisce di terra. Essa si svuota e si riempie di acqua nuova due volte al giorno attraverso le tre bocche di porto.

La Laguna vista dal Rio di San GirolamoLa Laguna vista dal Rio di San Girolamo

 La città non è nata da un centro che si è poi allargato, ma da diversi insediamenti che si sono uniti tra loro. Le vie cittadine si chiamano calli (dal latino callis: sentiero, via), ma possono avere anche altri nomi: fondamenta, percorso che affianca un rio; ruga, strada fiancheggiata da negozi; piscina, terreno paludoso poi interrato; ramo, laterale di una via principale, spesso senza uscita. A causa dello spazio edificabile scarso, occorreva progettare dei percorsi sotto gli edifici (sotoporteghi), oppure rubare superficie alla strada (barbacane), senza però restringerne la larghezza. Alcune strade sono chiamate salizade, perché nei secoli scorsi erano le poche ad essere lastricate.

Vista frontale del Ponte Di Rialto dal Canal GrandeVista frontale del Ponte Di Rialto dal Canal Grande

I ponti presenti in città sono 438, in mattone, ferro e legno, a seconda della composizione delle sponde, questi sono indispensabili alla viabilità pubblica perché uniscono le diverse isole di cui è composta la città. Molti sono quelli fotografati dai turisti, da Rialto a Calatrava, ma sicuramente quello più suggestivo di Venezia è il Ponte dei Sospiri. Si trova vicino a Piazza San Marco e collega Palazzo Ducale alle Prigioni Nuove. Su quel Ponte, che scavalca Rio di Palazzo, migliaia di inquisiti e condannati ai tempi della Serenissima hanno trascinato le loro catene: dalle finestre del ponte le povere anime guardavano per l’ultima volta il cielo e l’acqua, sospirando.

Vista del Ponte dei Sospiri su Rio dei Palazzi che collega Palazzo Ducale alle prigioniVista del Ponte dei Sospiri su Rio dei Palazzi che collega Palazzo Ducale alle prigioni

I corsi d’acqua hanno due nomi diversi, i rii a differenza dei canali sono corsi d’acqua (molti dei quali navigabili) del centro storico di Venezia che separano le insulae dove sorgono le abitazioni; mentre i canali sono le vere e proprie vie carrozzabili dai natanti che sono il principale mezzo di trasporto di Venezia. Ecco, dimenticavo, ci mancavano le rive: ovvero gli approdi lungo le sponde dei canali o dei rii.

Caratteristico giro in gondola tra i Rii di VeneziaCaratteristico giro in gondola tra i Rii di Venezia

Nel passato, quasi tutte le piazze d’Italia erano denominate campi, oggi sono poche quelle così chiamate fuori Venezia. In questa città, l’unica piazza è  San Marco; ovunque, invece, troviamo campi o campielli se di piccole dimensioni. Il motivo per cui si chiamano così è dovuto al fatto che erano degli spazi verdi dove si coltivava oppure pascolava il bestiame. Al centro di ogni campo era frequente trovare un pozzo con la classica vera, struttura in mattoni su cui si applicava una carrucolare.

Gli edifici veneziani sono famosi in tutto il mondo per la loro raffinatezza e bellezza, lo schema di base del palazzo risale alla casa fondaco, la residenza della famiglia mercantile. Erano sviluppati su tre livelli, dove il piano terra fungeva da magazzino e luogo di compravendita, il salone al primo piano, chiamato portego, era il luogo di rappresentanza e all’ultimo piano, nel sottotetto, c’erano gli appartamenti della servitù.

La Venezia che non ci si aspetta, si trova nelle calli e nelle fondamenta  poco frequentate dai turisti, dove è possibile scorgere abitudini e consuetudini di chi quei luoghi li abita da sempre.

Vista di uno dei Rii nel Sestiere di CannaregioVista di uno dei Rii nel Sestiere di Cannaregio

Tiziano e Tintoretto hanno avuto intuito nello scegliere Cannaregio come luogo di residenza. Forse chiamato così per via della denominazione del Canal Regio che attraversa il sestiere da San Giobbe a San Geremia e che unisce la laguna al Canal Grande, Cannaregio, situato nella zona nord di Venezia, è uno dei sestieri più grandi della città oltre ad essere il più popolato.

Altra visuale del Rio della Madonna dell_OrtoAltra visuale del Rio della Madonna dell’Orto

Tra ponti, fondamenta e calli, ci si perde tra colori meravigliosi e sontuose residenze, in tutta tranquillità si può godere dell’atmosfera di una città che in altri punti è presa d’assalto dai visitatori che percorrono il classico giro turistico.

Panoramica del Rio della Madonna dell_OrtoPanoramica del Rio della Madonna dell’Orto

Attraversando il Ponte delle Guglie e imboccando la Calle del Ghetto Vecchio si accede al ghetto veneziano, dove nel 1516 una legge del Senato della Repubblica stabilì la residenza coatta degli ebrei in questa piccola insula, circondata da un anello d’acqua con soli due accessi sorvegliati durante la notte. La particolarità del luogo è determinata dagli edifici molto alti a più piani per poter accogliere il maggior numero di persone.

L_antico ponte in ferro che unisce il Ghetto alle Fondamenta dei Ormesini, sopra il Rio della MisericordiaL’antico ponte in ferro che unisce il Ghetto alle Fondamenta dei Ormesini, sopra il Rio della Misericordia

Andando oltre il ghetto, attraversando l’antico ponte di ferro, percorrendo la Fondamenta dei Ormesini ci si addentra nel cuore di Cannaregio, fino ad arrivare ad ammirare la laguna. Sembra quasi di essere in un’altra città e ci si può perdere nei silenzi di queste vie che si intrecciano ai vari rii.

Panoramica del Campo del Ghetto ebraicoPanoramica del Campo del Ghetto ebraico

A Venezia, in effetti, non ci si può augurare che perdersi nella sua inconfondibile magia.

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