Rodi, la dimora di Apollo

Storia, mito e paesaggi mozzafiato, Rodi, l’isola dove tutto ha il sapore dell’antica e autentica Grecia.

Diverse leggende e miti portano con sé storie differenti sulle origini dell’isola. Una di queste ci racconta di Rodo, figlia di Poseidone e di Alia, dea marina della quale il dio degli Oceani si era invaghito. Dal nome di questa ninfa deriva quello dell’isola di Rodi. Un’altra versione di questa leggenda narra che Elios vide Rodo e se ne innamorò; per questo chiamò l’isola in onore di lei, Rodi, asciugando l’acqua che la copriva e facendo sorgere sulla terraferma degli esseri viventi, chiamati Eliadi.

E ancora, si narra che Apollo, Dio del Sole, l’abbia scelta come dimora.

Il nome dell’isola deriva dal greco antico rhodon, che significa “rosa”, e ricorrente è la denominazione di “Isola delle rose”. La rosa è uno dei simboli di Rodi e l’isola, infatti, è conosciuta fin dall’antichità come luogo pieno di fiori. Altre figure rappresentative dell’isola sono il cervo, la cui statua domina il principale ingresso portuale, e di cui vari esemplari pascolano lungo i percorsi dei parchi delle mura, e l’ibisco, onnipresente fiore che decora ville e giardini.

 

Ibisco, onnipresente fiore che decora ville e giardiniIbisco, onnipresente fiore che decora ville e giardini

Famosa per il suo celebre Colosso, una delle sette meraviglie del mondo, è la più grande delle isole del Dodecaneso e la più orientale delle maggiori isole dell’Egeo; la costa occidentale, caratterizzata da pareti rocciose, si affaccia sul Mar Egeo, mentre quella orientale sul Mediterraneo e dista appena 17 chilometri circa dalle coste della Turchia.

 

Punto panoramico sull_Egeo, con la tipica conformazione rocciosa della costa occidentalePunto panoramico sull’Egeo, con la tipica conformazione rocciosa della costa occidentale

A colpire di Rodi è soprattutto la sua magia, che si respira in ogni angolo. Sull’isola convivono l’antico e il moderno ed è proprio qui che risiede il suo fascino. Da ammirare sono gli edifici e le rovine dell’antico splendore dell’isola che testimoniano la dominazione ellenica, romana e bizantina.

 

Un angolo della città vecchia dove è possibile ammirare il mescolarsi dell_antico e il modernoUn angolo della città vecchia dove è possibile ammirare il mescolarsi dell’antico e il moderno

La città vecchia di Rodi, riconosciuta Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco, è racchiusa dentro una cinta di mura medievali.

Negli oltre due secoli di permanenza, i Cavalieri di San Giovanni, ordine cavalleresco transnazionale edificò all’interno di possenti mura una bellissima città divisa tra una zona residenziale, dove si trova la fortezza, e una zona dedicata ai commerci abitata da greci, turchi ed ebrei.

 

L_imponenza delle mura medievali della città vecchia di RodiL’imponenza delle mura medievali della città vecchia di Rodi

Il Palazzo del Gran Maestro era la fortezza dei Cavalieri di San Giovanni che dal 1309 al 1522 abitarono e regnarono sull’isola, facendone l’avamposto della cristianità nella lotta al mondo islamico.

Attraversando la  stupenda Via dei Cavalieri, strada che congiunge l’Ospedale dei Cavalieri di San Giovanni e il Palazzo dei Gran Maestri, si può respirare tutta la gloriosa storia di un tempo che in questo luogo è rimasta ancora pressoché intatta.

 

La gloriosa via dei cavalieriLa gloriosa via dei cavalieri

Molto caratteristiche del porto di Mandraki di Rodi sono le due colonne all’ingresso dello specchio acqueo. Sulle colonne svettano due statue in bronzo raffiguranti Elafos ed Elafina, i cervi che, secondo una famosa leggenda, avrebbero cacciato i serpenti che anticamente infestavano l’isola.  Secondo un’altra leggenda, le colonne sorgerebbero dove un tempo si trovava il Colosso di Rodi, gigantesca statua raffigurante il dio Elios, protettore dell’isola.

 

Overview the town of RhodesPanoramica della città di Rodi

E l’incanto non si ferma a Rodi città, ma prosegue sicuramente a Lindos, un magnifico villaggio di case bianche, tipicamente greche, sormontato da una rocca dove si trovano i resti dell’Acropoli e del Tempio dorico di Athena. La sua spiaggia è una delle più belle di tutta la Grecia. Dal paesino bisogna seguire le indicazioni per l’Acropoli attraverso un breve percorso, piuttosto irto, dato che si trova su una rupe a 116 metri sul livello del mare, motivo per cui si può raggiungere anche in groppa ai caratteristici asinelli.

 

Salita all_Acropoli di Lindos in groppa ai caratteristici asinelliSalita all’Acropoli di Lindos in groppa ai caratteristici asinelli

L’Acropoli di Lindos è una sintesi perfetta della storia dell’isola. Si incontrano tracce architettoniche risalenti al governo dei Cavalieri e poi via via reperti più antichi fino al meraviglioso tempio di Athena Lindia del IV secolo a. C.

 

Il magnifico villaggio di case bianche di Lindos, con in cima i resti dell_AcropoliIl magnifico villaggio di case bianche di Lindos, con in cima i resti dell’Acropoli

Per ricostruire la storia di Rodi, non ci si deve far mancare una visita all’importantissimo sito archeologico di Kamiros, emerso a seguito di una lunga campagna di scavi cominciata alla fine del XIX secolo. I resti rinvenuti raccontano di una città fiorente, dedita all’agricoltura e ai commerci, e urbanisticamente organizzata su più livelli. A decretare la fine di Kamiros, fu nel 226 a. C. un violentissimo terremoto. Il sisma distrusse gran parte della città, e i tentativi di ricostruzione, portati avanti dai superstiti, furono vanificati un secolo dopo, per la precisione nel 142 a. C., da un’altra terribile scossa.

 

Sito archeologico di KamirosSito archeologico di Kamiros

Un_altra visuale del sito archeologico di KamirosUn’altra visuale del sito archeologico di Kamiros

La ciliegina sulla torta del percorso alla scoperta del Dodecaneso è l’isola di Symi, conosciuta anche come “isola delle spugne”, vicinissima a Rodi e alle coste turche: per le sue caratteristiche sia naturali sia dell’ambiente costruito è luogo storico protetto.

 

Scorcio dell_isola di Symi, detta anche “l_isola delle spugne”Scorcio dell’isola di Symi, detta anche “l’isola delle spugne”

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