Un viaggio nel Borgo degli Artisti: la mia giornata a Bienno

Sabato mattina, 5 aprile. Finalmente sono riuscito a tornare a Bienno, un piccolo borgo che avevo visitato per la prima volta all’inizio del 2022 durante una breve vacanza a Garda di Sonico. Il Borgo degli Artisti, come viene chiamato questo luogo. Il suo centro storico, incantevole e ricco di storia, mi aveva colpito sin da subito.

In quella prima breve visita, avevo avuto il piacere di entrare nella bottega di Lucio Avanzini, il cestaio, che con passione raccontava della sua arte e della tradizione che porta avanti. All’epoca, stavo lavorando al mio nuovo libro “Quello che le mani non dicono”, edito da Edizioni Underground, e non potevo perdere l’occasione di scattare qualche fotografia alle mani esperte dell’artigiano, aggiungendo dettagli preziosi che avrebbero arricchito la mia pubblicazione.

Tre anni dopo, eccomi di nuovo a Bienno, deciso a organizzare un incontro per realizzare una video intervista con Avanzini, che avrei poi pubblicato sul mio canale YouTube.

La mia giornata è iniziata molto presto. La sveglia è suonata alle prime luci dell’alba, e ho subito preso la macchina per partire in direzione di Bienno. Partendo da Milano, ho imboccato l’autostrada Milano-Venezia, uscendo a Bergamo per prendere la tangenziale verso la Val Camonica. Perché vi racconto nei dettagli il mio percorso? Perché, a un certo punto, ho costeggiato il lago di Endine, un angolo di natura che mi ha lasciato senza parole. Ho trovato un piccolo parcheggio lungo la strada, dove mi sono fermato per godermi uno spettacolo mozzafiato. Erano le 9:00 del mattino, e avevo ancora tempo prima dell’appuntamento a Bienno, fissato per le 10:00.

Il sole era appena sopra le montagne, e la sua luce si rifletteva sull’acqua del lago, creando giochi di luci che sembravano quasi dipinti. L’aria fresca della mattina mi ha avvolto, e dopo aver goduto a lungo di quel panorama bucolico, ho preso la mia macchina fotografica e ho immortalato il momento. Un’istantanea di pura bellezza che sarebbe rimasta nei miei ricordi.

Dopo questa breve ma intensa pausa rigenerante, ho ripreso il mio viaggio, e alle 10:00 in punto ero davanti alla bottega di Lucio Avanzini. Dopo un saluto cordiale, ho cominciato a montare l’attrezzatura per la video intervista. Lucio, sorpreso di come riuscissi a gestire tutto da solo, mi ha chiesto come facessi a fare tutto così. La mia risposta è stata semplice: “Per amore di quello che faccio, è d’obbligo trovare il modo per essere autonomo al 100%. Certo, se un giorno riuscissi a trasformare questa passione in qualcosa di più grande, sarei felice di avere degli assistenti ben retribuiti, ma per ora va così.”

L’intervista è stata un vero piacere. Lucio mi ha raccontato aneddoti interessanti sulla sua arte e sulla tradizione che porta avanti. La sua passione per il mestiere è contagiosa, e passare del tempo con lui è stato veramente arricchente. Alla fine, dopo aver finito il lavoro, ho deciso di fare una passeggiata tra i vicoli del borgo.

Quando si è avvicinato l’orario di pranzo, ho deciso di fare ritorno a casa. La stanchezza iniziava a farsi sentire, ma avrei volentieri prolungato la mia permanenza per assaporare la cucina tipica della zona. I sapori tradizionali, la semplicità dei piatti locali, sono un’altra delle meraviglie che questo borgo offre.

Il viaggio a Bienno è stato più di una semplice gita. È stata una riconnessione con un luogo che mi ha sorpreso e affascinato, e con una persona che, con il suo lavoro e la sua passione, continua a portare avanti una tradizione che merita di essere conosciuta. La bellezza di Bienno è, infatti, anche nelle sue mani, nelle mani di chi, come Lucio Avanzini, continua a fare arte con il cuore e con l’anima.

Se volete vedere l’intervista completa e scoprire di più su Lucio Avanzini e la sua arte, vi lascio il link al mio canale YouTube qui sotto.

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