
Il primo di aprile 2025 è stata posata la prima pietra dello studentato nei pressi del campus di MIND, e questo segna un momento significativo per un’area che dieci anni fa si apprestava ad ospitare un evento che ha lasciato il segno nella memoria collettiva: Milano Expo 2015. Ma che cos’è MIND? Riprendo direttamente dalla home del sito internet: MIND Milano District è il distretto urbano ideale per costruire la città del futuro, dove benessere collettivo, sostenibilità e inclusione sociale sono le fondamenta. Una visione futuristica che affonda le radici nell’esperienza di Expo, un evento che ha messo Milano al centro del mondo per sei mesi, e che oggi, a distanza di dieci anni, sembra aver trovato la sua evoluzione ideale in questo nuovo progetto.

Expo 2015: un evento indimenticabile
Per capire veramente l’importanza di questo passaggio, bisogna tornare indietro nel tempo, a quei giorni febbrili del 2015, quando l’intera città di Milano era in fermento per la preparazione dell’Esposizione Universale. Il tema di Expo, “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, era tanto ambizioso quanto urgente, e nel giro di pochi mesi, l’area di Rho Fiera, un tempo periferica e poco valorizzata, si trasformò in un centro nevralgico di culture, innovazioni e scambi internazionali. Ma se dieci anni fa, la domanda che tutti si ponevano era: Riusciranno a fare tutto in tempo? Oggi possiamo dire con certezza che l’evento fu un successo, seppur non senza difficoltà.

All’inizio, Expo non aveva l’entusiasmo che avrebbe conquistato nei mesi successivi. In tanti erano scettici, e anche io, che ho vissuto questa esperienza in prima persona, non nascondo di aver avuto qualche dubbio. Ma decisi di non restare con le mani in mano e acquistai fin da subito un season pass, che mi permetteva di accedere a Expo in qualsiasi momento della giornata. E, devo ammetterlo, fu una scelta azzeccata. Nei primi giorni, quando ancora i visitatori non affollavano i passaggi, ebbi l’opportunità di esplorare in tranquillità i padiglioni di tutti i paesi, senza la folla che, nei mesi successivi, avrebbe invaso l’area. Ricordo ancora le lunghe code che si formavano per entrare in alcuni dei padiglioni più gettonati, come quello del Giappone. Le attese, che all’inizio erano brevi, con il tempo diventarono interminabili, e mi resi conto che la mia decisione di anticipare la visita si rivelò davvero strategica.

Un parco giochi fotografico
Per me, che all’epoca iniziavo seriamente a cimentarmi con la fotografia, Expo 2015 è stato un enorme parco giochi. Ogni angolo di quell’immenso spazio offriva spunti incredibili: architetture futuristiche, persone provenienti da ogni angolo del globo e manifestazioni culturali di ogni tipo. Catturare questi momenti con la mia reflex fu un vero piacere. Ricordo con particolare emozione lo spettacolo dell’Albero della Vita: un’attrazione che all’inizio era facilmente accessibile, ma che con il passare dei giorni diventò sempre più difficile da godere a causa della marea di spettatori accalcati in quell’area.

Ma Expo non era solo un insieme di padiglioni e spettacoli. Era anche un punto di incontro globale, crocevia di culture e idee. Mi ricordo quando prendevo il passante ferroviario dalla periferia milanese per arrivare all’area di Rho Fiera. A qualsiasi ora del giorno, tra i pendolari, c’erano lavoratori e espositori provenienti da ogni parte del mondo. Anche questo viaggio, apparentemente banale, diventava un’esperienza in sé, un momento di connessione tra mondi diversi.

Dieci anni dopo: il futuro di MIND
A distanza di dieci anni, vedere che quella stessa area, un tempo teatro di un evento che sembrava quasi un sogno irrealizzabile, ora sta prendendo vita sotto il segno di MIND Milano District, è davvero affascinante. Il progetto di riqualificazione e valorizzazione dell’area è un chiaro segno che la sfida post-Expo è stata vinta. Quello che molti temevano – che quest’area potesse diventare un’enorme discarica abbandonata – non si è verificato. Al contrario, oggi MIND sta prendendo forma come un modello di inclusione, sostenibilità e innovazione sociale. E questa nuova fase rappresenta un’opportunità concreta per Milano di consolidarsi come punto di riferimento internazionale nel campo della tecnologia, della ricerca e della cultura.
Il percorso di trasformazione di Expo in MIND non è stato facile, ma è affascinante vedere come, dopo tanti anni di progettazione e costruzione, Milano stia finalmente raccogliendo i frutti di un lavoro che non è solo materiale, ma anche culturale e sociale. Il respiro internazionale che caratterizzò Expo 2015 sta per tornare, solo che oggi ha una nuova forma e un nuovo significato.

Le fotografie di Expo 2015: un viaggio nel tempo
Non posso concludere senza condividere con voi alcune delle fotografie che ho realizzato durante quei giorni. Ogni scatto è un ricordo, un frammento di quella Milano cosmopolita e vibrante, dove si respirava l’aria di un mondo che si stava incontrando e confrontando. Da architetture straordinarie come quelle dei padiglioni del Giappone e degli Stati Uniti, ai sorrisi di persone di ogni nazione, Expo è stata un’esperienza che mi ha arricchito sotto ogni punto di vista.

Guardando oggi quelle immagini, mi rendo conto di quanto quell’evento abbia segnato una svolta per Milano, che ha saputo non solo ospitare l’esposizione, ma anche imparare e crescere da essa. E mentre oggi, dieci anni dopo, vediamo le fondamenta di MIND prendere vita, non possiamo che essere entusiasti per il futuro di questo straordinario distretto urbano, che porterà con sé l’eredità di Expo, ma che allo stesso tempo segnerà l’inizio di un nuovo capitolo per la città.























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