
Un inizio scettico e una scelta vincente
Il primo scatto che realizzai a Expo Milano 2015 porta la data del 5 maggio, ore 19:22. Un’immagine semplice, forse, ma carica di significato: era l’inizio di un viaggio fotografico che non immaginavo sarebbe stato così ricco di emozioni.
Come scrivevo in un precedente articolo del blog, avevo deciso – non senza qualche dubbio iniziale – di acquistare il season pass, il pass stagionale che mi garantiva l’accesso illimitato all’esposizione. All’epoca lavoravo ancora in azienda, e la mia giornata lavorativa si concludeva alle 15:15. Spesso, dopo una doccia al volo, zaino fotografico in spalla, mi fiondavo verso Mazzo di Rho, diretto a Expo.
Un’esposizione che cambiava ogni giorno
Expo non era mai la stessa. Ogni giorno accadeva qualcosa: un nuovo allestimento, una performance inattesa, un dettaglio che il giorno prima non c’era. Era un cantiere di immagini in costante evoluzione, e io non potevo resistere al richiamo di cogliere quel mutamento continuo con la mia fotocamera.
In mezzo a numerosi padiglioni, culture e architetture affascinanti, ogni visita era una scoperta. E tra uno scatto e l’altro, capitava anche di intuire punti di vista inusuali.
La scoperta della terrazzina New Holland
Fu così che, nel pomeriggio di domenica 28 giugno, arrivai al padiglione New Holland. Salendo sulla terrazzina allestita sopra la struttura, mi accorsi che da lì si poteva osservare lo spettacolo dell’Albero della Vita da una posizione assolutamente privilegiata. Non c’erano folle, solo una prospettiva pulita, ideale per uno scatto unico.
Essendo un ex dipendente del gruppo, pensai di sfruttare quel piccolo vantaggio: chiesi se fosse possibile ottenere un’autorizzazione per accedere alla terrazza anche durante lo spettacolo serale, visto che il padiglione chiudeva prima. Sorprendentemente, la risposta fu positiva.

Il giorno giusto: giovedì 2 luglio
Arrivò così giovedì 2 luglio. Mi recai all’Expo insieme all’allora RSPP dello stabilimento di Pregnana, per un pomeriggio e una sera tra fotografia e sorprese. Visitammo anche Palazzo Italia, poi tornammo sulla terrazzina con vista sull’Albero della Vita.

Il cielo, però, non prometteva bene: nuvole scure cominciavano a farsi spazio all’orizzonte, minacciose ma ancora lontane. Non avevamo controllato il meteo e, a quel punto, non restava che sperare.

Il momento perfetto
Intorno alle 21:00 iniziarono gli spettacoli serali dell’Albero della Vita. Ero pronto, con la fotocamera posizionata sul cavalletto e il dito sul pulsante di scatto. Luci, fontane, musica: tutto sembrava già magico così com’era.
Ma a rendere il momento irripetibile fu l’arrivo improvviso di un fulmine, proprio mentre le luci e i giochi d’acqua si trovavano nella combinazione ideale. Una saetta, perfettamente allineata con la scena. Ore 21:10: lo scatto perfetto.

La pubblicazione su L’Illustrato Fiat
Nei giorni successivi, incoraggiato da quell’immagine così potente, decisi di contattare la redazione de L’Illustrato Fiat, allegando alcuni scatti di Expo, incluso quello della sera del 2 luglio.
Venerdì 10 luglio, con grande sorpresa, ricevetti una risposta entusiasta. Apprezzarono le fotografie e mi proposero una pubblicazione con intervista. Pochi giorni dopo, una telefonata e qualche parola scambiata per raccontare l’esperienza, e nella rivista di ottobre uscirono due pagine intere dedicate al mio lavoro, con quello scatto in evidenza.

Una gratificazione indimenticabile
Per me, che fino a quel momento avevo fotografato per passione e condivisione personale, fu un momento speciale. La prima vera pubblicazione su una rivista. Una sensazione di gratificazione difficile da spiegare, ma che ogni fotografo sogna, prima o poi, di provare.
Quel fulmine, quell’inquadratura, quel tempismo… Tutto contribuì a rendere quello scatto un ricordo indelebile.
Ancora oggi, ogni volta che lo rivedo, mi sembra di tornare lì: sulla terrazzina del padiglione New Holland, col cielo che si carica di energia e la magia dell’Albero della Vita che danza nell’aria.

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