Sulla stessa frequenza: il momento che riscrisse tutto

Viaggi nel cuore: Giulia e Alessandro, i due esploratori di sentimenti.

CAPITOLO 2

Mentre i giorni scivolavano via e l’atmosfera natalizia cominciava a diffondersi con la sua magia sulla città, i due cuori romantici proseguivano il loro timido cammino di conoscenza. Tra un sorriso e una chiacchiera fugace, iniziavano a intrecciare una complicità che custodivano come un segreto.

Erano lontani i giorni di quel venerdì di fine settembre, quando, durante un evento in centro a Milano, lei si era allontanata per provare un profumo in uno degli stand affollati in Piazza Duomo. Tornata da lui, gli porse il polso sul quale aveva spruzzato l’essenza; Alessandro, però, le disse che non lo gradiva particolarmente perché troppo fruttato. Lei, con semplicità, rispose: «Vorrà dire che non lo comprerò». Lui colse l’occasione per baciarle la mano: amava molto il contatto della pelle attraverso le mani.

Quella sera si erano persi tra le luci e i profumi del Mercato Centrale. Erano andati apposta per uno smash burger, ma fu tutto il resto a rendere indimenticabile la serata, piacevole per quei due esploratori di sentimenti, ancora impacciati, ma già profondamente coinvolti.

Poi, quasi impercettibile, arrivò la crepa. Lei aveva frainteso la gentilezza e la spontaneità che Alessandro mostrava alle colleghe e, per questo, aveva raffreddato i propri sentimenti. All’improvviso, quella complicità e quell’intesa sembravano spezzate, e Alessandro, con il suo animo gentile, non osava avvicinarsi: non voleva invadere lo spazio di Giulia. La osservava da lontano e si stupiva di come, da un momento all’altro, fossero diventati quasi perfetti sconosciuti. Voleva rispettarla, anche se questo significava accettare il suo silenzio, quella corazza in cui lei sapeva nascondersi così bene.

Una mattina, nel parcheggio, accadde qualcosa che all’apparenza sembrava una banalità, ma che nei fatti ebbe una potenza incredibile. Dall’auto di lei arrivavano le note di una canzone che amava molto: Per Te di Ernia. La cosa che lo colpì fu che, due secondi prima di scendere dalla sua macchina, stava ascoltando la stessa canzone, sulla stessa frequenza. Anche se lei si era chiusa nella sua corazza, quello, per lui, era un modo semplice per condividere qualcosa.

Ma ogni cosa ha bisogno del suo tempo e, come la goccia d’acqua che giorno dopo giorno scava la roccia con la sua insistenza, arrivò il momento in cui i due dovettero tornare a parlarsi. E quello fu un giorno speciale. Sembrava un fiume in piena che, nonostante le barriere naturali, con la sua forza prorompente spazza via ogni resistenza. Le barriere caddero, la distanza si dissolse con una forza che travolgeva ogni esitazione.

Lei si avvicinò con quegli occhioni pieni di vita e lui perse completamente la bussola. Tutto si zittì dentro di lui, non capiva più nulla. Rimase solo il desiderio puro di stringerla, di sentirla vicina, di baciarla come se quel momento avesse il potere di riscrivere tutto.

Lascia un commento