Dal mare del Gargano ai vicoli di Monte Sant’Angelo
Domenica mattina, 24 luglio, purtroppo per lo splendore di Matera, ma per fortuna per le altre tappe del viaggio, dovevamo riprendere il nostro percorso. Come anticipato nel precedente episodio, quando sono andato a recuperare la macchina al parcheggio, ho trovato una sorpresa: in diversi punti del cofano era colata della resina. Per evitare ulteriori danni, ho lasciato tutto com’era e ho caricato i bagagli per la partenza.
A questo punto del viaggio era arrivato il momento di una pausa rigenerante al mare, ma, visto che eravamo di strada, ne ho approfittato per passare a salutare la mia famiglia. Quella domenica ci fermammo a pranzo con i miei genitori e mia sorella Maria in una tenuta in provincia di Foggia, Tenuta Capaccio, uno splendido locale dove abbiamo gustato ottime prelibatezze locali e trascorso insieme qualche ora piacevole.
Dopo pranzo siamo ripartiti alla volta del Villaggio Turistico Grotta dell’Acqua, situato tra Vieste e Peschici, sul Gargano. Era la prima volta in quel villaggio e avevamo seguito le indicazioni che prevedevano l’arrivo non prima delle 17:00. Ma, come al solito, non poteva mancare la disavventura: il navigatore, non si sa per quale motivo, ci mandò in uno dei punti più alti di Peschici. A logica il mare era molto più in basso, così presi in mano la situazione e, grazie al mio grande senso dell’orientamento, riuscimmo a raggiungere il villaggio.
Quella fu una vacanza davvero rigenerante. Il piccolo bungalow/monolocale era situato frontalmente a pochissimi passi dalla spiaggia e, sul retro, in prossimità delle grotte naturali. Queste restituivano un piacevole fresco serale e mi permettevano di evitare come la peste il condizionatore. A me il mare piace soprattutto al mattino presto e nelle ore più fresche della giornata, quindi quando il sole diventava alto e cocente mi dedicavo alla classica “danza dell’ombrellone”, inseguendo l’ombra.
Vi ricordate che in un altro episodio vi avevo anticipato del PDF della pubblicazione di Vite Spezzate? Ecco, approfittai delle ore all’ombra sotto l’ombrellone per rileggere attentamente la bozza, perché il mio editore aspettava una conferma definitiva per mandare in stampa il lavoro.
Dalla Baia di Sfinale, punto in cui si trova Grotta dell’acqua, le opportunità di escursione erano molteplici: grazie a tour organizzati, si poteva partire in barca alla scoperta della costa garganica, imbarcarsi per le Isole Tremiti, fare un’escursione nella Foresta Umbra o visitare i caratteristici paesi di Peschici, Vieste e quelli nei dintorni. Insomma, il posto offriva molte possibilità, comprese brevi escursioni che, attraversando a piedi la Baia stessa, conducevano a una delle tante torri di vedetta presenti lungo la costa.

Ahimè, il 31 luglio la vacanza al mare volgeva al termine. Il regolamento del villaggio stabiliva che entro le 10:00 del mattino dovevamo lasciare il bungalow, e così avvenne. Il viaggio proseguiva in direzione Monte Sant’Angelo. Il percorso era breve e in pochissimo tempo arrivammo, alloggiavamo in un appartamento con vista sulle caratteristiche case a Junno.
Sistemati i bagagli ci dirigemmo verso il centro del paese: sembrava un paesaggio da cartolina. Il momento “wow” arrivò quando ci trovammo di fronte al Santuario di San Michele Arcangelo. Tutto era estremamente suggestivo, così come il pranzo “da passeggio” che acquistammo in un negozio lì accanto: prodotti buonissimi e rigorosamente locali. Approfittammo subito per visitare la chiesa e la grotta.
Piccola curiosità: la prima sera, dopo i vari preparativi, uscimmo alla ricerca di un posto dove mangiare. Appena fuori dall’appartamento notammo che l’aria era frizzantina, ma inizialmente ignorai il segnale. Quando però iniziammo a vedere le persone del posto indossare giacche pesanti e, alcuni, addirittura piumini invernali, mi venne da sorridere… finché capii che avevano ragione. Fummo costretti a tornare indietro a prendere gli indumenti più pesanti: la sera, in paese, faceva davvero freddo.
La mattina seguente, alle 11:00, avevamo appuntamento con un ragazzo gentilissimo, Michele Simone, che avevo conosciuto tramite messaggi e che mi aveva messo in contatto con i due artigiani di Monte Sant’Angelo. Grazie alla sua preziosa presenza, sono riuscito a intervistare entrambi. Il primo appuntamento era con Domenico Palena, artigiano poliedrico che realizza statuette in pelle, ma non solo. Artigiano e artista, ha voluto interpretare e modellare la tradizione della cristianità attraverso la sua paziente opera manuale. Maestro di rara sensibilità e di fine modellato, ha espresso nelle sue creazioni tutta la sua cultura di uomo e di artista, profondo conoscitore e interprete delle tradizioni popolari. Si può dire che sia un uomo nato con l’artigianato nelle mani.
Nel pomeriggio ci attendeva Matteo La Torre, artigiano e scultore della pietra di Monte Sant’Angelo. Tra le sue numerose opere, quelle a cui tiene maggiormente includono la Tomba di Rotari, Santa Maria Maggiore e vari bassorilievi. Da lì ha realizzato anche la Via Crucis, composta da 15 pezzi, scolpita lavorando di notte.
Terminate le interviste, ci siamo dedicati al resto della parte culturale del luogo. Oltre alla visita del castello e di altri punti caratteristici, abbiamo assaggiato le specialità culinarie presso il ristorante Al Battistero, in Largo Tomba di Rotari. Qui abbiamo conosciuto il gentilissimo proprietario, Luigi Tomaiuolo, molto simpatico e cordiale, che — pensate quanto è piccolo il mondo — ci ha mostrato e raccontato la storia di una statuetta di San Michele Arcangelo in alabastro che aveva fatto di tutto pur di riuscire ad acquistarla. E indovinate da chi l’aveva acquistata? Ve lo svelerò in uno dei prossimi episodi.
Approfittando della vicinanza, quel giorno tornarono a trovarci anche i miei genitori e mia sorella. Abbiamo mangiato insieme e trascorso altre ore piacevoli, visto che il giorno seguente sarebbe ricominciata la salita. Infatti, il 3 agosto di buon mattino si ripartiva in direzione Scanno, dove avremmo incontrato un altro artigiano di cui vi parlerò nel prossimo episodio.
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