Storie Artigiane Episodio 8

Viaggio a Volterra: alabastro, artigiani e tradizione toscana.

Eravamo rimasti al mio tanto sospirato tampone negativo. Vi avevo però accennato ai quindici giorni di isolamento, necessari perché l’altra persona che viaggiava con me – e che si occupava della parte testuale del libro – dovette attendere fino a sabato 20 agosto per ottenere, a sua volta, un tampone con esito negativo. Solo allora fummo finalmente liberi di riprendere il viaggio, interrotto bruscamente.

Contattai subito telefonicamente la signora Silvia del B&B La Primavera di Volterra, chiedendole la prima disponibilità utile per la prenotazione che, con grande gentilezza, ci aveva sospeso a causa dello stop forzato. Il tempo di risentire anche i due artigiani dell’alabastro di Volterra ed ecco che eravamo pronti per una nuova partenza, direzione Toscana, precisamente Volterra.

Così, lunedì 22 agosto, di buon mattino, ripartimmo. Arrivati a destinazione, il tempo di sistemare l’auto e i bagagli in camera, e già avevo voglia di scoprire un altro luogo meraviglioso. Pranzo veloce, consumato per strada: un panino preparato con prodotti tipici, e poi via, a perderci tra le vie della cittadina.

Il giorno seguente avevamo appuntamento con uno dei due artigiani, Roberto Chiti di Alab’Arte, che ci raccontò la storia della bottega: l’unico esempio, a Volterra, di laboratorio artigiano dedicato alla scultura in alabastro. Dopo diverse esperienze lavorative nelle botteghe alabastrine, Roberto e il suo socio compresero quanto fosse fondamentale mantenere viva questa tradizione, riportando la lavorazione dell’alabastro nella sua sede naturale: il centro storico di Volterra.

Il laboratorio di Alab’Arte si trova infatti nel cuore della città, vicino al Museo Etrusco Guarnacci. Da oltre venticinque anni, la bottega rinnova la propria creatività ideando e realizzando modelli che diventano sculture, oggetti per l’illuminazione e complementi di design moderno, senza tralasciare la riproduzione, anche in scala, di sculture classiche e lavori su disegno.

Il giorno successivo tornammo in bottega per girare il video dedicato al canale YouTube e incontrare l’altro socio, Giorgio Finazzo.

Fu proprio durante uno di questi incontri che riaffiorò un curioso aneddoto: nell’episodio dedicato a Monte Sant’Angelo vi avevo accennato di un ristoratore che aveva fatto l’impossibile per acquistare un piccolo San Michele in alabastro. Ebbene, questa storia emerse spontaneamente nei racconti dello stesso Roberto Chiti, che la narrò senza sapere nulla del collegamento precedente. Davvero, il mondo è piccolo.

Come in ogni tappa del viaggio, oltre a raccogliere storie e particolarità degli artigiani destinati a entrare nella pubblicazione, non poteva mancare la scoperta del luogo e dei suoi sapori. Ma, come spesso accade, non mancò nemmeno la mia piccola disavventura. La persona che viaggiava con me era molto golosa di caramelle gommose, mentre io non ne sono mai stato un grande amante. Mi lasciai tentare ad assaggiarne una… ed ecco il danno: una piccola otturazione di un dente saltò via. Dramma esistenziale. Niente più acqua fredda e cibi da masticare solo da un lato della bocca.

Ricordo una sera in particolare: avevamo scelto un ristorante nel centro storico e davanti a me c’era un piatto di carne incredibilmente invitante. Avrei voluto divorarlo con voracità, ma dovetti mangiare lentamente e con grande attenzione, solo da un lato. D’altronde, se non mi capita una disavventura, non c’è divertimento.

Nonostante tutto, anche questa tappa si concluse con successo. Purtroppo arrivò il momento di tornare a Milano, alla solita routine. Mancavano ancora pochi artigiani per completare l’intero lavoro: il grosso era stato fatto, ma non ancora del tutto. Esattamente un mese dopo, e questa volta in solitaria, mi recai a Venezia per incontrare due dei tre artigiani che avrei voluto includere nel libro… ma di questo parleremo nel prossimo episodio.

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